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6.11.14

Corri, Nahki, corri.

Nove gol in 14 gare. Dopo tanta gavetta nelle serie inferiori del calcio inglese, anche per Nahki Wells sta arrivando il momento della consacrazione. Nella stessa squadra che ha fatto conoscere Jordan Rhodes e che ha rilanciato alla grande James Vaughan, l'attaccante originario di Bermuda si sta imponendo come uno dei giocatori più interessanti in Championship. E intanto l'Huddersfield Town ringrazia: nove punti nelle ultime sei gare.

Wells (al centro) raffigurato in un murales a Bermuda, suo paese natale.

L'ultima marcatura è arrivata nel 3-0 rifilato sabato pomeriggio al Nottingham Forest, che ha iniziato a razzo e ora sta visibilmente rallentando. Un altro gol segnato nel calcio inglese per un ragazzo che inglese lo è sempre un po' stato. Wells infatti è nato a Bermuda, un territorio d'oltremare situato nella zona caraibica e soggetto al controllo britannico. Classe '90, proprio lì l'attaccante ha iniziato la sua carriera. Precisamente a Pembroke Parish, ovvero la casa dei Dandy Town Hornets, forse la squadra più forte del paese. Wells è stato persino convocato per un provino dall'Ajax, ma all'epoca il giocatore ha deciso di rifiutare l'offerta del club olandese.
Arrivato in Inghilterra - precisamente a Leeds - per merito del RIASA Programme (Richmond Internation Academic and Soccer Academy), l'attaccante bermudiano riceve qualche consiglio persino da Shaun Goater, uno che in Inghilterra si è affermato anche in Championship con la maglia del Manchester City. Wells riesce a entrare nell'Eccleshill United F.C., un club amatoriale. Gioca qualche gara, poi il provino con il Carlisle United: esito positivo e arriva l'entrata in squadra. Wells ammette che gli piacerebbe giocare a Wembley la finale del Football League Trophy, ma neanche è in panchina. A quel punto, con sole tre presenze alle spalle, il Carlisle non rinnova l'accordo.
Nell'estate 2011, una coincidenza del caso vuole di nuovo Wells nel calcio professionistico inglese. Le riserve del Bradford City giocano a Plumpton Park, lo stadio dell'Eccleshill United F.C., la squadra da cui tutto era cominciato per Wells. Così i Bantams gli fanno un provino: tutto ok, il club gli offre un contratto annuale. Nel suo vero primo anno da pro nel calcio inglese, Wells segna e si fa notare. I Bantams non possono ignorare i suoi progressi e si comincia a parlare di un accordo per quattro anni. Il giocatore non ha fretta: rimane, ma non firma ancora. Poi l'atteso rinnovo arriva l'annata successiva per tre stagioni. Intanto, però, Wells ha segnato già 38 gol e ha portato il Bradford City in finale di League Cup. Poi ha anche siglato la promozione in League One: sarà l'mvp della finale play-off a Wembley. Proprio lo stadio dei sogni dell'attaccante.
Sembra tutto bellissimo, ma in realtà i problemi sono dietro l'angolo. In terza categoria Wells segna 14 gol in 19 gare nei primi sei mesi del 2013-14, nonostante un infortunio. L'attaccante ottiene il premio di giocatore del mese in League One a settembre 2013 e ha una partnership straordinaria con James Hanson. Ormai anche in Premier League si sono accorti del ragazzo e così è inevitabile il trasferimento. Wells si trasferisce all'Huddersfield Town nel gennaio scorso, in prestito per una partita (una formula possibile solo in Inghilterra). Tuttavia l'acquisto è a titolo definitivo: quattro anni e mezzo di contratto con i Terriers, in Championship. L'anno scorso Wells ha realizzato sei gol in 21 gare, ma quest'anno - dopo l'ambientamento nella categoria superiore - lo score è inevitabilmente destinato a salire.

Wells con la maglia del Bradford City: quattro anni con i Bantams.

Nell'Huddersfield Town, Wells forma il duo d'attacco con Grant Holt. Un altro che ha vestito la maglia del Carlisle nella sua carriera e che ha fatto tanta gavetta prima di consacrarsi in Premier con la maglia del Norwich City. Lo stesso percorso sognato dall'attaccante bermudiano, che intanto ha deciso con due doppiette le gare contro Millwall e Ipswich, per sei punti che fanno molto comodo ai Terriers. Martedì è arrivata la sconfitta contro il Derby County, ma al John Smith's Stadium tutti rimangono fiduciosi sulla possibilità di ottenere la conferma della categoria.
Inoltre, Wells potrebbe anche rivestire la maglia della nazionale. La verità è che è difficile per il ragazzo indossare la casacca delle Bermuda, poiché spesso i break internazionali vedono giocare anche la League One e la League Two, dove finora il ragazzo ha spesso militato. Magari, con il passaggio in Championship, ci sarà la possibilità di vederlo più spesso con i Gombey Warriors, con la quale lo score finora è misero: in quattro anni (venne convocato a soli 17 anni) ci sono sei presenze, accompagnate da due gol nelle qualificazioni al Mondiale 2014. Guarda caso: nelle gare in cui Wells ha segnato, la nazionale ha vinto. Solo che Bermuda è uscita molto presto dalla contesa (era il 2011) e non c'è stata più un'occasione significativa.
Un peccato, visto che il movimento calcistico del paese è ai suoi piedi: è stato definito uno dei giocatori più brillanti del paese e dal futuro eccezionalmente brillante. A dirlo è stato nel febbraio 2012 il ministro dello Sport; un anno e mezzo più tardi, Wells ha incontrato anche il primo ministro Craig Cannonier. Non capita tutti i giorni. Una celebrità delle Bermuda, senza se e senza ma, che esporta l'orgoglio del paese fino in Inghilterra. Peccato che i Gombey Warriors non abbiano nemmeno partecipato alle ultime qualificazioni per la Coppa Caraibica di quest'anno. E allora Wells si fa notare in Inghilterra, dove continua a crescere e a segnare: chissà che il velocista bermudiano non scriva una pagina di storia più in là nel tempo. Magari portando la sua nazionale a qualche competizione ufficiale della Concacaf. Oppure facendo sognare i tifosi dell'Huddersfield Town con i suoi gol.

Nahki Wells, 24 anni, attaccante rivelazione dell'Huddersfield Town. 

24.1.13

Thank you for fairy-telling.

Ci sono due favole possibili nel mondo del pallone. La prima ipotesi vede la presenza di una console, che - a volte - ti aiuta a sognare: prendi la tua squadra nel tuo gioco di calcio preferito, la alleni e la porti a vincere grandi traguardi. Anzi, in alcune simulazioni, ti diverti ancora di più quando compi un vero miracolo, trasformando il club in difficoltà nella matricola che tutti temono, magari vincendo campionati e coppe dopo tanti anni di gavetta. E poi, nella seconda, c'è il Bradford City: già, perché i ragazzi dello Yorkshire dell'Ovest saranno a Wembley il 24 febbraio prossimo per giocarsi la finale di Coppa di Lega inglese. Tutto ciò nonostante giochino nella quarta categoria inglese: ci vorrebbe un troll-face di proporizioni epiche per spiegare questo exploit a sceicchi o russi della palla rotonda.

David Wetherall, all'epoca 29enne, esulta: ha appena segnato
il gol che permise la permanenza del Bradford in Premier nel 2000.

Il nome del Bradford City dirà poco a molti in Italia. Per chi se lo ricordasse nei meandri della memoria, i "bantams" ebbero un paio di stagioni in Premier tra il 1999 ed il 2001: la prima si concluse con una salvezza all'ultima giornata, la seconda con la retrocessione anticipata. Purtroppo per loro, con la discesa nella serie cadetta arrivò anche il periodo di "amministrazione controllata", che ha luogo in Inghilterra quando la società ha numerosi debiti. Per il Bradford, tale eventualità si è verificata due volte, portando il club ad un triplo salto indietro in sei anni, senza possibilità di risalire dall'attuale nPower League Two, in cui la compagine si è piazzata al 18esimo posto nell'ultima annata. Così, quest'anno, si è ripartiti per sopravvivere: nella sua centesima stagione nel sistema del calcio inglese, il Bradford cerca di agguantare i play-off per il quarto posto utile alla promozione, mentre è già fuori da F.A. Cup e Football League Trophy. La League Cup non è certo "un modo per salvare la stagione", perchè quest'ultima vale già molto: i "bantams" hanno faticato nei primi turni, battendo Notts County, Watford e Burton Albion. Poi, il club ha fatto la prima impresa, eliminando il Wigan ai rigori. Ai quarti, si è dovuto affrontare l'Arsenal di Wenger: in un "Valley Parade" stracolmo, i ragazzi di Jenkinson si sono portati in vantaggio, rischiando addirittura di vincerla nei 90' regolamentari; poi, il pareggio di Vermaelen ha spinto la partita nuovamente ai rigori, dove il portiere Duke ed i legni hanno permesso il raggiungimento delle semifinali.
Si direbbe: ok, basta così. Ci sono state abbastanza sorprese. Ma il Bradford non era sazio, anche perché l'avversario era l'Aston Villa, che sta attraversando una stagione tremenda e rischia la retrocessione in Championship. Nonostante ciò, i pronostici sembravano chiari: i "villans" schiacceranno la cenerentola di turno. E invece, eccoci lì, pronti ad un'altra rivelazione: nella semifinale d'andata, il Bradford schiaccia la squadra di Birmingham per 3-1 ed è pronta a festeggiare, se tutto andrà come deve al "Villa Park". Martedì, il miracolo è giunto a conclusione: l'Aston Villa è passato in vantaggio nella gara di ritorno, ma James Hanson - centravanti dei "bantams" - è riuscito poi a pareggiare con un bel colpo di testa; l'assalto finale è servito solo al 2-1, ma non al passaggio del turno per Lambert e soci. Così, il Bradford è il primo club di quarta serie a conquistare la finale della League Cup dopo 51 anni: favola, semplicemente fantastico.

I giocatori del Bradford festeggiano la vittoria ai rigori contro l'Arsenal.

Personalmente, non è solo la favola ad impressionarmi: penso al fatto che io stesso ho fatto questa simulazione miliardi di volte in un famoso gioco della EA Sports, perché è bellissimo vedere una squadra che scala le gerarchie del calcio. Una volta, nell'edizione del 2010/2011, lo feci proprio con il Bradford: perciò, rivedere le mie esperienze alla console tramutate in realtà è un vero e proprio shock. E che dire di James Hanson, che qualche anno fa faceva il commesso in un supermercato di Bradford e che, invece, a febbraio forse guiderà l'attacco dei "bantams"? Tante sono le osservazioni che si potrebbero fare: una squadra che - con i suoi stipendi - costa "appena" 9000 euro riesce a raggiungere la finale di una competizione così importante. Ancora più pittoresco il presidente del club dello Yorkshire, Mark Lawn: "Avevo promesso che, in caso di finale a Wembley, li avrei portati a Las Vegas..". Insomma, i giocatori potranno godersi un meritato premio, che però non potrà mai superare la soddisfazione di questo traguardo. Oltretutto, bisogna anche essere cinici e lasciare le favole da parte per un attimo: il Bradford, in amministrazione controllata per tanto tempo, adesso può guardare al suo futuro in maniera serena, poiché un milione e mezzo di euro è già entrato nelle casse del club, permettendo di pagare gli stipendi di questa stagione e di impostare un avvenire sereno per l'ambiente.
Adesso la finale, che verrà giocata a fine febbraio: l'avversario sarà lo Swansea di Michael Laudrup, che sta facendo miracoli in questa stagione. Proprio come il Bradford. In ogni caso, sarà un successo, dato che ci sono 31mila biglietti da vendere per l'ultimo atto di questa splendida favola. L'Inghilterra, terra di "fairytales" straordinarie, ci regala un altro capitolo da leggere tutto d'un fiato; chissà che non finisca con i "bantams" vittoriosi e qualificati alla prossima Europa League..

James Hanson (primo a sinistra), 25 anni: è suo il gol che porta il Bradford a Wembley.