Un dribbling
fulminante, un bel piede negli ultimi venti metri e l’impressionante
somiglianza con Dave Grohl, il front-man
dei Foo Fighters. Questi i tratti essenziali di Jorge Andrés Martinez, da oggi disoccupato dopo sei anni a libro paga Juve. Lo chiamano El Malaka: in greco rimanda alla pazzia, ai folli. E Martinez, per
un certo periodo, ha dimostrato tanta follia.
Martinez e la Juve, un investimento da 12 milioni di euro nell'estate 2010.
Sembrano
lontani i tempi di Catania, nei quali l’uruguayano dominava sotto l'Etna. Sei anni dopo, sembrerebbe sufficiente
rivederlo in campo. Cosa che in effetti è accaduta a giugno 2014: dopo tanto travaglio, Martinez è tornato in campo con il Novara. E non in una partita
qualsiasi: il ritorno dei play-out al Franco Ossola, dove il club piemontese
sfida il Varese.
Eppure non c’è stato modo di incidere. Impossibile farlo dopo
tanti mesi fermo. E così il Novara all'epoca salutò la Serie B, mentre El
Malaka ha lasciato il Silvio Piola. Di lui si ricorderanno giusto le parole di
impegno all'inizio dell'avventura e la promessa di salvare il Novara a costo di farsi male. Al Silvio Piola, però, non sarà ricordata alcuna magia
dell’uruguayano.
Già, una
magia. Da tempo immemore non si ricorda un lampo di Jorge Martinez. È passato
così tanto tempo che il video meno datato su di lui su YouTube è di
sei anni fa, quando Martinez ancora militava con il Catania. I
tifosi juventini non hanno mai sottolineato abbastanza quanto l’acquisto
dell'ala rappresenti una delle topiche più grandi della gestione Marotta.
Cresciuto
nel Montevideo Wanderers e poi passato al Nacional, Martinez arriva in Italia
nel 2007: il suo acquisto da parte del Catania è accolto nel silenzio generale,
anche perché i sudamericani ce ne sono parecchi sotto l'Etna. Nonostante
questo, la sua prima stagione fa sgranare gli occhi a molti: otto reti
all’esordio in A. Tra le vittime, Juve e Milan a domicilio.
Martinez non verrà mai dimenticato a Catania per un gol in particolare.
Catania-Roma è l'ultima di campionato, con gli etnei che cercano il pareggio per salvarsi (sono davanti all’Empoli negli scontri diretti). La
Roma, in vantaggio, per quasi un’ora è stata campione d’Italia. Poi i
due gol di Ibrahimovic al Tardini cambiano tutto.
A quel punto, Martinez
raccoglie una respinta della difesa romanista in area e uccella un disattento
Doni: l'uruguayano ha segnato quello che ancora molti oggi a Catania descrivono come
il gol più importante della storia del club.
Gli altri
due anni a Catania sono accompagnati da altrettante salvezze, ma soprattutto El Malaka continua a stupire. Che ci sia
in panchina Mihajlovic o Zenga in panchina, poco importa: lui segna, corre,
dribbla tutti. La cosa incredibile è che Martinez ha segnato una buona percentuale delle sue reti in A tramite colpi di
testa.
Tanto con i piedi se la cava comunque bene (chiedere all’Inter campione
d’Europa). Il suo score finale sotto l’Etna è di 23 reti in 94 gare: molti
sperano di non vederlo partire, ma alla fine Martinez saluta tutti. L’ala
dovrebbe andare al Mondiale, ma si fa male e salta il torneo. Alla fine,
Martinez si trasferisce a Torino, sponda bianconera.
Sembra passata una vita, vero?
La Juventus si rinnova, con gli arrivi di Marotta alla scrivania e Delneri in panchina. Il tecnico di Aquileia ha appena portato la Samp ai preliminari di Champions League con il suo 4-4-2 e vuole ali che facciano sognare (più lui che i tifosi): ottiene Milos Krasic, Simone Pepe e lo stesso uruguayano. La gara spartiacque per Martinez è quella del 30 ottobre 2010.
La Juve gioca a San Siro contro il Milan. La squadra di Del Neri – sin lì deludente – sforna una prestazione maiuscola. Martinez è tra i migliori in campo per 50', ma un infortunio lo tiene lontano dal campo per quattro mesi. Da lì, tra problemi alle ginocchia e prestazioni mediocri, scorre senza altri sussulti la prima stagione bianconera di Martinez. Che sarà anche l’ultima.
Antonio
Conte, nuovo allenatore della Juve, non l'ha mai considerato: così parte la girandola dei
prestiti. Il primo è a Cesena: gli emiliani si sono salvati e
potrebbero usare l'esperienza di Martinez. Appena 14 le presenze in Romagna, ma
soprattutto Martinez sparirà dal campo per due anni e mezzo. L’ultima gara
giocata è un Cesena-Siena 0-2 dell’11 marzo 2012.
Da lì, l'uruguayano non tornerà più in campo. Né con la maglia dei bianconeri, né con quella del Cluj, la squadra in cui è in prestito per la stagione 2012-13. In Romania non gioca nemmeno una gara ufficiale con il club. E poi Novara, dove è andato in campo per 28’ contro il Varese nella gara di ritorno dei play-out. Un game over abbastanza palese.
Da lì, l'uruguayano non tornerà più in campo. Né con la maglia dei bianconeri, né con quella del Cluj, la squadra in cui è in prestito per la stagione 2012-13. In Romania non gioca nemmeno una gara ufficiale con il club. E poi Novara, dove è andato in campo per 28’ contro il Varese nella gara di ritorno dei play-out. Un game over abbastanza palese.
Il suo contratto con la Juve originariamente scadeva nel giugno 2015, ma la Juve ha voluto
spalmarlo per risparmiare qualcosa. Alla fine, per
Martinez, è rimasta la speranza di riprendersi con la maglia dello Juventud. Non è
uno scherzo o uno sbaglio di consonante finale (anche se Google nel cercare mi
ha corretto automaticamente la dicitura).
Il Club Juventud de Las Piedras è stata l'ultima fermata: due anni allo stadio Parque Artigas, dove però Martinez ha giocato poco. L'ultima presenza il 14 maggio 2016, un minuto sul campo del CA Fénix. Auguri al buon Jorge: a 33 anni, avrebbe tanta voglia di fare di nuovo la Malaka dance. Ma ci vorrà tanta, tanta fortuna.
Il Club Juventud de Las Piedras è stata l'ultima fermata: due anni allo stadio Parque Artigas, dove però Martinez ha giocato poco. L'ultima presenza il 14 maggio 2016, un minuto sul campo del CA Fénix. Auguri al buon Jorge: a 33 anni, avrebbe tanta voglia di fare di nuovo la Malaka dance. Ma ci vorrà tanta, tanta fortuna.
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