7.2.14

Too little, too late.

Non sempre le cose vanno bene. Non sempre i sogni diventano realtà, anche perché spesso è proprio la vita (calcistica) a mettere spesso i bastoni fra le ruote. E' stato così per tanti giocatori ed è stato così anche per Andreas Cornelius, giovane attaccante danese: sulla bocca di tutti la scorsa estate, ha tentato il salto in Premier League con il Cardiff City. Ma l'avventura con il club gallese non è andata nel migliore dei modi: è la storia di molti giovani che tentano il grande salto.

L'avventura di Cornelius con il Cardiff City è durata appena sei mesi.

Classe 1993, Cornelius era osservato da moltissimi club nell'estate scorsa. A 19 anni l'esordio con il Copenhagen, la più grande e famosa squadra di Danimarca. La compagine della capitale nordica ha sviluppato il talento del ragazzo, dandogli spazio e supporto: del resto, l'attaccante aveva già fatto parte della prima squadra in un paio di ritiri e prometteva molto bene. Jensen, allora allenatore del club, lo fece esordire, ma fu il belga Jacobs - successivo manager del Copenhagen e buon profeta in patria con l'Anderlecht - a dargli tanto spazio sia in campionato che in Europa. A fine stagione, i 18 gol in Superliga consentono al club di festeggiare la vittoria (l'ennesima) proprio nel centesimo anno dalla fondazione della lega danese. Un risultato non da poco. Anche perché il ragazzo è stato molto utilizzato anche in Europa League, dove il Copenhagen ha disputato parecchie partite, con Cornelius spesso in campo. Ha anche deciso una gara della fase a gironi, quella contro il Molde. Le sue prestazioni erano talmente apprezzate che, nonostante la giovane età, è diventato il giocatore più amato dalla tifoseria, con le magliette del Copenhagen che avevano spesso inciso il suo nome al Parken Stadion.
A quel punto, però, era inevitabile che arrivassero come falchi le grandi società d'Europa: anche le squadre italiane sono finite in Danimarca per visionarlo. Il Pescara provò a seguirlo per primo, poi si parlò di un interesse di Milan e Inter, senza però alcun fondamento. Alla fine, le squadre che volevano veramente il ragazzo erano quelle della Premier: su tutte, Stoke City e Cardiff City. Alla fine, il danese scelse i gallesi, conscio che in una squadra alla prima avventura nella massima serie inglese avrebbe potuto trovare spazio. Arrivato a giugno scorso, in realtà Cornelius non ha avuto tutto questo spazio. Nonostante i dieci milioni spesi dalla società gallese e cinque anni di contratto, né Mackay, né il neo-arrivato Solskjaer hanno investito molte speranze sull'attaccante arrivato dalla Danimarca. Se poi ci mettiamo anche un infortunio alla caviglia che lo ha tenuto lontano dai campi per tre mesi, ecco che il quadro si completa. Insomma, l'avventura non è andata come il giovane attaccante sperava: il ritorno al Copenhagen nelle ultime ore del mercato invernale non ha segnato solo una brutta conclusione dell'esperienza in Premier, ma anche l'acquisto più costoso nella storia del Copenhagen (tre milioni e mezzo di euro). Al Parken Stadion saranno contenti, ma...


Rimane il rimpianto per una delle tante promesse che popolano il calcio europeo: Cornelius è un prospetto interessante per avere solo vent'anni. In particolare, lo ha capito anche la nazionale danese: nel vedere la sua crescita con il Copenhagen, il storico C.T. Morten Olsen non ha esitato a convocarlo in prima squadra, dove Cornelius ha anche segnato (l'1-0 nella vittoria della Danimarca a Olomouc contro la Repubblica Ceca). Certo, si potrebbe anche notare che il ragazzo abbia perso il posto in nazionale proprio da quando si è trasferito a Cardiff. Forse questo è stato solo un ulteriore motivo che abbia spinto il giocatore a tornare in patria, dove mister Solbakken e compagni lo aspettano a braccia aperte.
In fondo, la storia di Cornelius è solo una delle tante che si vedono in giro per l'Europa, specie quando si parla di campionati importanti: il ragazzo che vive una stagione di grandi promesse in un campionato poco conosciuto dell'Europa viene preso da un'altra squadra di un'importante lega. Da lì, le strade sono due: il ragazzo esplode o (spesso, purtroppo) non si aspettano i progressi e il ragazzo ha perso un treno della sua carriera. La speranza è che questo non sia accaduto per Cornelius, che ha sicuramente le doti per sfondare; ora, il danese deve solo trovare un altro posto in cui si abbia più pazienza e fiducia nei suoi confronti. Del resto, a Cardiff volevano ben altro al primo anno nella lega più importante al mondo: too little, too late per rimanere in Galles e nella Premier League.

Andreas Cornelius, 20 anni, è già tornato a casa, al Copenhagen.

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