5.6.12

Holt On.

I campionati europei di maggior importanza hanno ormai raggiunto la fine da circa un mese. Delle tante storie che questa stagione ha avuto da raccontare, c'è n'è certamente una che mi ha incuriosito più di altre: quella di un cannoniere che non era mai arrivato a certi livelli e ha saputo comunque ripetersi, smentendo quello che si dice riguardo all'avere esperienza in un determinato campionato. Grant Holt è il protagonista di questa fantastica storia, che è stata probabilmente quanto di più vicino ad una favola che il calcio europeo ha saputo esprimere.

Grant Holt nasce a Carlisle il 12 Aprile del 1981 e non è un calciatore qualsiasi. Ricorda un po' Dario Hubner o Stefan Schwoch: calciatori che sono arrivati tardi alla massima serie, ma che hanno segnato caterve di gol nelle serie minori, diventando punti di riferimento ovunque sono andati. E anche Holt non è da meno: cresciuto nell'Halifax Town, sperava di tornare a giocare a casa, nel Carlisle United. Ma nell'estate del 2001 il club entro in amministrazione controllata e quindi fu costretto a rinunciare al suo concittadino: un colpo duro per Holt, appena tornato da un'esperienza estiva nel calcio di Singapore. Egli decide allora di trasferirsi a Barrow, dove si trova un lavoro part-time in una fattoria e comincia a giocare nella squadra della città, che milita nella Nothern Premier League, settimo livello della scala del calcio inglese. C'è molto da scalare, ma Holt non si scoraggia.
Il ragazzo reagice: fa 31 gol in 59 partite e si fa notare da club ben più grandi del Barrow: il più veloce è lo Sheffield Wednesday, per il quale effettua dei provini e li passa dopo tanti tentativi. Sembra una grande chance. Ma si rivelerà una delusione: in un anno e mezzo, una trentina di presenze (per lo più da subentrante) e solo tre gol. Holt decide così di scendere di categoria e ripartire dal Rochdale, dove esploderà senza alcun dubbio: dal 2004 al 2006, segna ben 42 gol in 83 partite, uno ogni due match e questo sarà - come conferma anche il diretto interessato - il passaggio più importante della sua carriera. Il salto di categoria, insomma.
Per poco meno di 400mila euro passa al Nottingham Forest nel Gennaio del 2006: un salto mica da poco, in un club che ha tanto di storico ed il cui presente parla di declino. Impelagato tra le difficoltà della League One (terzo livello del calcio inglese, strano per un club che ha vinto due Coppe dei Campioni), il Forest non arriva neanche ai play-off nonostante Holt, che ha un impatto a rilento sul gioco del Nottingham. I due anni successivi porteranno luci ed ombre: il 2006/2007 è condito da 18 gol e dal premio di Giocatore dell'Anno da parte dei tifosi, nonostante molta panchina; il 2007/2008 è una delusione piena, con i contrasti aperti con il tecnico Calderwood, che lo fa partire da ala in campo. La società rimane scottata a tal punto da prestarlo al Blackpool nella seconda parte della sua ultima stagione a Nottingham, ma non riesce ad incidere neanche con la maglia arancione dei Tangerines. Quando torna nell'estate del 2008, il Forest ha riconquistato la Championship dopo tanti tentativi e non vuole più sentir parlare di Holt.
Per lui, è la fine dell'esperienza con i Forresters: lo Shrewsbury Town, squadra allora di Football League Two (quarto livello del calcio inglese), infrange ogni record di spesa, pagandolo poco più di 200mila euro. Una spesa che appare folle per un giocatore che pare finito: non è affatto così. Il ragazzo che lavorava nella fattoria di Barrow trova una stagione che lo rimette in gioco per il salto: segna 20 gol e trova addirittura una cinquina in un match del Johnstone's Paint Trophy, un fac-simile della nostra Coppa Italia per le squadre di Lega Pro. Ma ciò che stupisce è ben altro: in una statistica rilasciata dal magazine "Four Four Two", Holt risulta il giocatore che ha percorso più distanza media in ogni partita, con 4.8 chilometri corsi in ogni match. Una statistica fantastica, che non fa altro che confermare la sua sete di sacrificio. Quella che metteva in quel di Barrow e che continua a mettere anche ora, a livelli più alti.
Ma lo Shrewsbury perde la semifinale dei playoff per la promozione e Holt allora ci riprova: stavolta è il Norwich City a pagare 500mila euro per averlo. I Canaries sono ripiombati in League One dopo una retrocessione inaspettata e la promozione è l'obiettivo stagionale; l'arrivo di Holt, unito a quello del manager Paul Lambert, è la chiave si svolta. La squadra si riprende e stravince il campionato, con ben 95 punti. Per Holt, è una stagione da ricordare, segnata dalle 24 marcature in campionato (30 in stagione), dal titolo di Giocatore dell'Anno da parte dei tifosi e dalla fascia di capitano che il manager Lambert gli consegna fin dal primo giorno di lavoro nell'Agosto del 2009.
Fatto il primo passo, il Norwich non si pone obiettivi l'anno successivo, così come Holt. Che fa capire che potrà cambiare la categoria, ma non le sue capacità realizzative: il numero 9 dei Canaries sfonda finalmente anche a livello superiore, realizzando 21 gol alla sua prima esperienza in Championship e dando l'impressione di essere un altro giocatore rispetto a quello visto a Nottingham. Ma sopratutto non finisce qui: il Norwich riesce nell'impresa del doppio salto, raggiungendo di nuovo la massima categoria del calcio inglese dopo sei anni.
Ai tifosi non pare vero. A Holt neanche. Ma tutto avviene velocemente: così, con la presenza in campo nella trasferta di Wigan, Holt realizza il record di aver giocato in tutte le quattro principali divisioni professionistiche d'Inghilterra. La cosa sorprendente è però come riesca ad imporsi anche in Premier League, nonostante un peso che appare eccessivo e dei movimenti non proprio aggraziati: parte da sostituto, ma pian piano si riconquista il posto da titolare. Il capitano segna 15 gol al suo primo anno di Prermier, a 30 anni suonati, e realizza marcature importanti, come quelle in casa contro il Manchester United e quelle a Stamford Bridge, a Anfield o all'Emirates Stadium. Infine, per il terzo anno consecutivo, è Giocatore dell'Anno secondo i tifosi.



Se uno volesse veramente capire che tipo di giocatore è Grant Holt, dovrebbe vedere un gol in particolare: quello segnato in trasferta contro l'Everton. In quell'occasione, avrebbe fatto innamorare un qualsiasi osservatore venuto a vederlo: controllo spalle alla porta, leggero dribbling per tenere il pallone, giro di 90° e sinistro sull'altro palo per beffare portiere e difensore sulla linea. Manuale del centravanti, pagina 3.



E adesso? Grant Holt ha fatto la stagione della vita, ma son tre anni che gli si dice così e lui probabilmente continuerà a fare gol. I tifosi lo amano, ma lui ha già presentato una richiesta di trasferimento al club, che è stata prima respinta, poi reiterata da parte del calciatore. Non sappiamo che fine farà il capitano dei Canaries: diciamo solo che, in Inghilterra, si è parlato fino all'ultimo dell'opportunità di portarlo agli Europei. Perciò, in ogni caso, non gli sarà difficile resistere nel calcio che conta.

Grant Holt, 31 anni, festeggia uno dei tanti stagionali realizzati con il Norwich.

1 commento:

  1. Aggiungo che oggi ha scelto l'Aston Villa come futura destinazione, seguendo il suo manager Paul Lambert.

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