27.5.14

Una splendida serata.

Di belle storie il calcio è pieno, ma raramente queste hanno luogo nei grandi palcoscenici d'Europa. Bene, dalla prossima stagione una di queste storie sarà catapultata nella Liga. Qualcuno penserà che l'epicentro delle feste a tema calcistico in Spagna sia a Madrid, ma in realtà domenica è iniziata un'altra festa di grande impatto: l'Eibar è in Liga. Con la vittoria sull'Alavés e la sconfitta del Las Palmas, il club è promosso nella massima divisione iberica per la prima volta nella sua storia.

L'Ipurua Municipal Stadium, l'impianto di casa per le partite dell'Eibar.

Nessuno c'avrebbe scommesso un euro su questa piccola formazione basca, che gioca in un impianto - l'Ipurua Municipal Stadium - da 5250 spettatori (che, nonostante ciò, ha la piena autorizzazione dell'Uefa). Tuttavia, la media è di 3000 presenze in questa stagione: un incremento del 120% rispetto alla passata annata, ma la platea dell'Eibar è anche fanalino di coda della Segunda. Tanto per fare un paragone, la media-spettatori di Barca e Real quest'anno è stata 24 volte superiore. Oppure possiamo guardarla da un altro punto di vista: la somma di tutte le presenze all'Ipurua Municipal in questa stagione non batte la partita in cui il Barca ha avuto meno spettatori (53mila vs. 56mila!). L'Eibar ha un budget per il 2013-14 di 400mila euro. Insomma, chiamarlo miracolo non è un'esagerazione, bensì un dovere. Nella provincia autonoma basca di Gipuzkoa si festeggia alla grande, dopo un'annata esaltante.
Fondato nel 1940, l'Eibar ha sempre bazzicato nelle categorie meno nobili del calcio spagnolo fino a installarsi in un ascensore che faceva su e giù tra la Segunda División e la Segunda B (la terza serie iberica). I suoi colori blaugrana rimandano al Barca, che a metà degli anni '40 ha venduto all'Eibar le attrezzature per allenarsi. Negli anni 2000, il club ha comunque ospitato la crescita di tre nazionali spagnoli: Xabi Alonso, Manuel Almunia e David Silva hanno giocato un anno in prestito all'Eibar. Retrocessa qualche anno fa dalla Segunda, l'Eibar si è fatto comunque notare nel 2012-13, quando il club ha ottenuto una buona performance in Copa del Rey. Il piccolo team basco elimina i vicini dell'Athletic Bilbao in un doppio confronto grazie ai gol in trasferta e sfiora il miracolo negli ottavi con il Malaga, dove è qualificato a un quarto d'ora dalla fine. In una stagione così, sembra quasi normale la risalita dell'Eibar in Segunda División, arrivata solo nell'appendice dei play-off.
Infine, il miracolo di quest'anno. Un miracolo costruito con poche risorse e tanto entusiasmo, nonché grazie a un allenatore capace. L'uomo del miracolo è Gaizka Garitano, tecnico basco di 38 anni. Ex centrocampista, Garitano ha concluso la sua carriera da giocatore nel 2009. La sua carriera partiva dal sogno di giocare con l'Athletic Bilbao, ma in realtà viene schierato solo per la squadra riserve. Poi l'avventura proprio con l'Eibar per quattro anni, finendo con Real Sociedad e Alavés. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, Garitano è tornato subito in gioco, ma in panchina. Con l'Eibar, amore della prima ora, è stato prima assistente nel 2009-10, poi allenatore della squadra riserve per due anni. Dal 2012, Garitano è il tecnico della prima squadra: sono arrivate due promozioni in due stagioni. Ora il suo contratto scade a giugno e vedremo se e come rimarrà con il club che ha trascinato in questi anni.

Gaizka Garitano, 38 anni, il condottiero dell'Eibar dei miracoli.

Facile capire dove l'Eibar abbia costruito il suo miracolo in campo: il club basco rappresenta la miglior difesa della Segunda División con soli 27 gol subiti (almeno questo è il bilancio a due gare dalla fine). Inoltre, non c'è nessuno in squadra che abbia un rendimento sotto rete da doppia cifra: il "bomber" della squadra è Jota, 22enne in prestito dal Celta Vigo, che ha segnato nove gol quest'anno con l'Eibar. Già, i prestiti: il club basco ha in concessione temporanea diversi giocatori e bisognerà vedere se il loro futuro sarà ancora con l'Eibar. Su transfermarkt, il valore totale della squadra è di quasi sette milioni. E adesso potrebbe arrivare anche la vittoria del campionato: l'Eibar ha un punto di vantaggio sul ben più blasonato Deportivo La Coruña, anch'esso promosso ieri dopo un anno di purgatorio. Due giornate per giocarsi qualcosina in più della promozione.
Ora però c'è un problema: l'ammissione in Liga non è ancora certificata. Certo, sul campo l'Eibar se l'è strameritata, ma ci sono i regolamenti. Per giocare il massimo campionato spagnolo ci vuole un capitale societario di almeno due milioni di euro, mentre l'Eibar - come detto sopra - si attesta a 400mila euro. Insomma, ci vorrà un'estate per raccogliere il mancante milione e 600mila euro per far sì che il miracolo Eibar non sia soltanto un volo pindarico, un orgasmo esoterico del calcio ma anche una vera realtà nella prossima Liga. Tanto che il club - sul suo account ufficiale di Twitter - ha già lanciato l'appello per donare una quota all'Eibar. In una città basca di 27mila abitanti, si spera che il risultato possa esser raggiunto presto. Altrimenti, sarà stata una splendida serata. E niente più.

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