19.12.12

L'egizio dominatore dell'area.

C'è un ragazzo, nella Serie A 2012/2013, che sembra il più fondamentale fra tutti. Non ha le capacità realizzative di Milito, non ha l'importanza di Cavani, non ha la fantasia di Jovetic. Veramente si pensava che non avesse tali qualità. Ma Stephan El Sharaawy è nato per stupire. Lo ha fatto già tante volte e, quando ne ha avuto l'opportunità, non si è tirato indietro nemmeno in uno dei più grandi club europei, come il Milan. Il fantasista sta facendo una stagione straordinaria e difficilmente ripetibile per un ragazzo di appena vent'anni. Insomma, il "faraone" incanta ogni domenica e adesso è indicato come uno dei fari della prossima nazionale azzurra. E pensare che, alle partenze di Ibrahimovic e Cassano, molti tifosi rossoneri avevano storto il naso..

Un 18enne El Shaarawy s'impone con la maglia del Padova nel 2010/2011.

Stephan El Shaarawy nasce a Savona, storico feudo del tifo genoano, il 27 ottobre del 1992. Il ragazzo, di chiare origini egiziane, cresce nel settore giovanile rossoblu, dove milita per quattro anni; con esso, l'esterno offensivo vince una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana ed un campionato Primavera tra il 2009 ed il 2010. Insomma, ottiene tutto ciò che si può avere a livello giovanile; inoltre, esordisce con il Genoa in Serie A, a Verona, nel dicembre del 2008, diventando il più giovane esordiente del club rossoblu. Con questo biglietto da visita, il fantasista viene girato al Padova in prestito: in Serie B, El Shaarawy è il giovane più promettente ed è decisivo per la conquista dei play-off da parte dei patavini. Nonostante i soli 18 anni, i suoi nove gol in 30 presenze attirano le attenzioni del Milan. Neanche il tempo di tornare a Genova ed il ragazzo viene prelevato dai rossoneri: il prezzo della sua compartecipazione è di sette milioni di euro più la metà di Merkel.
Purtroppo, di fronte a lui ci sono Ibrahimovic, Cassano, Pato, Robinho e Inzaghi; lo spazio per giocare non è moltissimo. Ciò nonostante, il ragazzo colleziona ben 28 presenze e quattro reti, esordendo anche in Champions League. Un buon bilancio per il 19enne, che infatti viene riscattato per intero dai rossoneri. Non solo: il Milan gli allunga il contratto fino al giugno del 2017. Comunque, l'ex Genoa sembra essere destinato al prestito nella scorsa estate: un modo per farlo maturare, per crescere. Invece, a Milanello accade l'incredibile: Ibrahimovic vola a Parigi per una cifra imbarazzante, così grande che il Milan non può rifiutarla. Allo stesso modo, Cassano passa all'Inter per contrasti con Galliani. Mettiamoci gli infortuni di Pato e lo scarso rendimento di Robinho e così, per il "faraone", si aprono le porte della formazione titolare.
I tifosi sono arrabbiati e credono che il Milan non possa farcela senza coloro che hanno firmato le imprese degli ultimi anni. Ma non sanno che stanno per scoprire di avere un diamante in casa. Infatti, El Shaarawy sta tirando fuori una stagione impressionante: sempre presente nelle 23 partite tra Champions e Serie A, l'italo-egiziano ha realizzato 16 gol e fatto quattro assist. Un rendimento impressionante, premiato con le convocazioni in nazionale da parte di Prandelli; chiaramente, non poteva mancare anche la rete d'esordio con la maglia azzurra, realizzata in amichevole contro la Francia.

E' arrivato anche il primo gol con la nazionale, contro la Francia in amichevole.

Ma è tutto oro quel che luccica? Quanto il ragazzo è effettivamente forte? Sopratutto, quanto merito ha il Milan nel suo successo? Cerchiamo di capirci qualcosa. El Shaarawy è un ottimo giocatore ed è destinato ad  essere uno dei più grandi calciatori italiani nel prossimo decennio. Lo dice la sua storia, che racconta di gol e prestazioni decisive: se si vuole essere un top-player, questo punto è fondamentale. Infatti, l'attaccante è esploso nella Primavera del Genoa, è stato fondamentale per il Padova e sta risultando importante anche nel rinnovamento del Milan. Non neghiamo che ai rossoneri servisse un leader così, seppur di giovane età.
Per quanto riguarda il Milan, si può parlare di programmazione o di fortuna? Sarebbe più giusto citare entrambi: i rossoneri sono stati bravi a prenderlo quando era rientrato da Padova e a pagarlo una cifra che - all'epoca - sembrava eccessiva. A ben vedere, quei 15 milioni spesi per le due metà di El Shaarawy stanno fruttando parecchio. Tuttavia, sarebbe sbagliato non citare anche i colpi di scena riguardanti Ibrahimovic e Cassano: quale tifoso del Milan li avrebbe ceduti per far crescere il giovane talento rossonero? Diciamoci la verità: neanche uno, sopratutto vedendo che i successi milanisti degli ultimi anni sono dipesi sopratutto da questi due giocatori. Eppure, i due sono andati via ed allora la società ed Allegri hanno deciso di puntare su El Shaarawy, risparmiando anche qualcosa d'ingaggio. A ben vedere, è stata una scelta azzeccata.
La domanda più grande è: dove può arrivare El Shaarawy? A giudicare dalla forma attuale e dalla resistenza fisico-atletica, verrebbe da dire "ovunque". Io non penso che possa arrivare ai livelli di Messi, Cristiano Ronaldo o Falcao, ma sono pronto ad essere smentito nei prossimi anni. Inoltre, il livellamento della Serie A verso il basso ha aiutato ad evidenziare l'exploit di questo giovane calciatore; forse, qualche anno fa, quest'esplosione non sarebbe apparsa così lampante.
Insomma, a luglio dicevo di come i giovani potessero rilanciare l'Italia (discorso che non vale solo nel calcio..); a distanza di mesi, il capocannoniere della Serie A è un ragazzo di 20 anni, che aveva solo bisogno di una chance. Inoltre, è figlio di un egiziano, segno di come il multiculturalismo italiano produce novità positive per questo paese, non solo nel mondo del pallone. Adesso Stephan punta i prossimi impegni: tra il Milan e la Confederations Cup del prossimo giugno, a cui l'Italia parteciperà, il "faraone" rischia di fare il botto. Che "l'egizio dominatore dell'area" possa essere il simbolo della rinascita italiana nel calcio?

Stephan El Shaarawy, 20 anni: il futuro italiano passa dai suoi piedi?

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