9.3.15

Coach Vahid.

Il Giappone si è risvegliato male in questo 2015: dopo un Mondiale deludente, è arrivata anche l'eliminazione ai quarti della Coppa d'Asia nel gennaio scorso. In più, Javier Aguirre - ct dal luglio scorso - è stato esonerato per il coinvolgimento nel caso spagnolo delle scommesse riguardante il Real Zaragoza. Ora però c'è una (quasi) certezza da cui ripartire: Vahid Halilhodžić sarà il nuovo ct della Nippon Daihyo dal 12 marzo.

Javier Aguirre, 56 anni, esonerato da ct del Giappone nel febbraio 2015.

Il Giappone si è separato da Javier Aguirre dopo l'ultima Coppa d'Asia. No, i risultati non c'entrano nulla. Il tecnico messicano - sin dal suo insediamento dopo il Mondiale - era tra i sospettati in un'indagine della federazione spagnola su alcune partite truccate. Lui ha sempre negato di esser stato coinvolto in una combine durante la Liga 2010-11: nell'ultima giornata di quel campionato, il suo Real Zaragoza si salvò con un 2-1 sul Levante. Un caso che ha coinvolto persino Gabi, capitano dell'Atlético Madrid campione di Spagna. Molti hanno spesso pensato che quella gara fosse truccata. Quando il messicano è stato iscritto al registro degli indagati nel processo che è partito a febbraio, la JFA ha fatto quello che molti ipotizzavano: licenziamento di Aguirre e ricerca di un nuovo ct. La cosa più incredibile è che la JFA sapeva quanto quest'ipotesi fosse realizzabile. Ciò nonostante, si è preso il rischio e ora tocca ricominciare da capo.
Il tecnico messicano lascia il Giappone con un 70% di vittorie e la sensazione che forse il suo lavoro avrebbe potuto portare la nazionale a un nuovo livello. Non ne abbiamo la certezza, ma sicuramente si è visto qualcosina di diverso rispetto a Zaccheroni. Personalmente preferisco il 4-2-3-1 dell'ex tecnico di Udinese e Milan, ma il 4-1-4-1 di Aguirre ha permesso al Giappone di dominare ancor di più le gare della Coppa d'Asia. Dopo una sconfitta contro l'Uruguay alla prima da ct e una batosta firmata Neymar contro il Brasile, alla fine la squadra si era adattata a questo tipo di formazione. Tuttavia, nei momenti decisivi, è mancato quel killer-instinct che da sempre latita tra i giocatori nipponici. Credo che i quarti contro gli Emirati Arabi Uniti (qui le statistiche) parlino da soli nel dimostrare questo punto.
Nonostante le lodi, qualche difetto Aguirre l'ha palesato. Si è dimostrato incapace di far ruotare la squadra, tanto che molti giocatori sono arrivati esausti ai quarti di finale. Non che serva come giustificazione per l'uscita dalla competizione, ma ha pesato. Inoltre, qualche freccia al suo arco dalla panchina in più l'avrebbe potuta avere. Nonostante tutte le critiche che si è preso nei pochi minuti giocati, Yohei Toyoda in certe gare - specie come quella dei quarti di finale - poteva esser utile. Il fatto che non abbia segnato in quei 65' giocati non vuol dire che non fosse da provare. Stessa cosa vale per Shibasaki, decisivo ma forse impiegato tardi. Infine, la scelta di far giocare Kagawa da mezz'ala e Honda esterno sono secondo me dei suicidi, ma a questo punto diventa inutile piangere sul latte versato.


Per ripartire, la JFA ha scelto un generale tra diversi candidati. Un uomo dai toni duri ma che - se seguito in maniera compatta - trasforma un gruppo in invincibile. Vahid Halilhodžić ha una carriera che parla per lui: ex grande attaccante yugoslavo degli anni '80, il bosniaco è diventato un tecnico conosciuto a cavallo tra anni '90 e 2000. Halilhodžić prende il Lille, allora impelegato nella zona retrocessione in Ligue 2: li salva, li fa promuovere e poi li porta persino al terzo posto della Ligue 1 alla stagione d'esordio. Memorabile l'arrivo in Champions League nel 2001-02: da lì Halilhodžić diventa Coach Vahid, che però lascia a fine anno, accusando i suoi dirigenti di non avere abbastanza ambizione.
Da lì Rennes, PSG, Trabzonspor, un biennio con la Costa d'Avorio e infine la Dinamo Zagabria. Ma il vero capolavoro di Halilhodžić è rappresentato dall'Algeria. Prende il comando delle Volpi del Deserto nel luglio 2011, dopo aver lasciato Zagabria. Gli inizi sono incoraggianti, ma il progetto sembra naufragare dopo la Coppa d'Africa 2013, nella quale l'Algeria esce nella fase a gironi e senza vittorie. La federazione algerina decide di tenersi Halilhodžić: scelta saggia, visto che il bosniaco porta la squadra in Brasile.
Io stesso mi ero detto che l'Algeria era probabilmente una delle squadre più deboli della competizione. Anzi, ricordo una discussione con un utente su Facebook riguardo le possibilità dei nord-africani. Lui era convinto che sarebbero andati avanti. E aveva ragione: ignorando le parole dell'Avvocato Buffa, Halilhodžić mi ha dimostrato come la sua Algeria valesse molto. Pareggio con il Belgio, grandissima vittoria con la Corea del Sud e un punto con la Russia per passare. Poi l'Algeria è stata anche l'avversaria che più ha fatto tremare la Germania nel suo cammino verso la Coppa del Mondo: un 2-1 ai supplementari molto sofferto. Insomma, il cammino dei nord-africani è stato straordinario.
Halilhodžić è un uomo di concretezza, che è stato capace di affrontare il Mondiale con diversi moduli (da un 3-4-3 difensivo a un 5-4-1). Il bosniaco è tornato in estate a Trebisonda, ma il suo secondo stint non è andato bene e le parti si sono separate a novembre. Già dalle prime scelte che farà per le prossime amichevoli capiremo che tipo di taglio vorrà dare al suo Giappone. Il ct è atteso da due match: il 27 marzo la Tunisia a Oita, il 31 l'Uzbekistan a Tokyo. Intanto, a definire Halilhodžić ci ha pensato una sua citazione: «It is better to win ten times 1-0 than to win once 10-0». Se non è concretezza questa... quella che al Giappone sarà certamente utile. いらっしゃい, coach Vahid!

Vahid Halilhodžić, 62 anni, è il nuovo ct del Giappone.

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