2.3.15

Yes, they Caen.

Sembravano spacciati: alla fine del girone d'andata, la classifica recitava ultimo posto e solo 15 punti conquistati. Poi la svolta: il Caen è la squadra del momento non solo in Ligue 1, ma anche in Europa. Sei vittorie e un pareggio nelle ultime sette in campionato. Lo scalpo dell'OM, del Saint-Etienne e un pareggio in rimonta al Parco dei Principi. Un'impresa incredibile, se pensiamo dov'era lo Stade-Marbelhe a dicembre scorso.


Il Caen non è una società dalla storia importante. Nata nel 1913, ha per lo più militato nelle divisioni inferiori, fino ad arrivare in Ligue 1 nel 1988. Gli anni '90 sono stati sopratutto in prima divisione, mentre alla fine di quelli 2000 si è arrivati all'ascensore, ovvero a una salita e discesa continua tra prima e seconda serie. Retrocessi nel 2011, i ragazzi di Garande si sono ripresi la Ligue 1 l'anno scorso, quando sono arrivati dietro a Metz e Lens in Ligue 2. Un miracolo fatto di 12 risultati utili consecutivi, che hanno portato l'SM da metà classifica alla promozione.
Quest'estate il Caen ha perso diversi giocatori importanti. Autret e Kodjia erano stati due colonne della promozione, ma erano in prestito e i due sono tornati rispettivamente al Lorient e all'Angers. Le due perdite più grandi però sono state altrove. Molla Wague, che oggi vediamo con la maglia dell'Udinese in Serie A, è stato fino a qualche mese fa un giocatore del Caen (nonché prodotto del settore giovanile), lasciando poi i rossoblu a parametro zero. Stessa sorte per Fayçal Fajr, trequartista franco-marocchino: leader degli assist nella scorsa Ligue 2 con il numero-record di 15 passaggi vincenti, il fantasista ha lasciato Caen per firmare con l'Elche.
I primi guai sono stati evidenti e immediati. Con tutti questi cambiamenti, la squadra ha faticato a trovare la quadratura del cerchio. Nonostante il primo posto della Ligue 1 raggiunto dopo tre giornate, i primi risultati sono stati un inganno. Dopo il mese di agosto, il Caen ha ottenuto una sola vittoria nelle successive 17 giornate, per un totale di nove punti. Pochissimi, tanto che la retrocessione sembrava scontata. Mettiamoci anche il coinvolgimento del presidente del club, Jean-François Fortin, nell'inchiesta delle partite truccate in Francia e abbiamo un quadro completo e difficile per il club rossoblu.
Da metà gennaio, lo Stade-Marbelhe ha ottenuto 19 punti in sette gare e la salvezza sembra molto più vicina. Lo testimoniano anche i dati di Squawka. Se restringiamo l'analisi al periodo magico dei rossoblu, il Caen diventa la prima squadra nelle categorie dei gol segnati, dei gol da fermo e dei punti fatti in questo periodo. Se allargassimo lo sguardo alle medie per gara delle squadre nelle prime cinque leghe europee, il Caen è terzo nell'intero continente per gol fatti (dietro solo a Barcellona e Bayern!) e primo per rete su palla da fermo.


A garantire la continuità ci ha pensato il tecnico, Patrice Garande. Già assistente dal 2009 al 2012 del grande Franck Dumas (per sette anni alla guida dell'SM), Garande ha preso la guida della squadra in Ligue 2. All'epoca il Caen navigava a metà classifica in seconda divisione, poi la promozione e la grande corsa invernale di quest'anno. A Marsiglia, nell'ultima vittoria clamorosa (in rimonta da 0-2 a 3-2), Garande ha spiegato la chiave del successo: «Mettere pressione su Imbula». Ovvero il cervello della squadra di Bielsa. Sebbene il contratto del tecnico sia in scadenza il giugno prossimo, il rinnovo non pare in dubbio.
La svolta l'hanno data anche i rinforzi di gennaio. In questo mercato invernale, il Caen si è mosso molto: via in prestito il deludente Raspentino e Mathieu Duhamel (capocannoniere fin lì della squadra con otto reti), dentro Emiliano Sala dal Bordeaux e Nicolas Benezet dall'Evian (arrivato nell'ambito dello scambio con Duhamel). L'argentino è stato importante, con quattro gol in altrettante gare per il Caen, mentre l'ex Evian ha portato l'ultima vittoria a Marsiglia. E poi c'è stata anche l'esplosione di Sloan Privat, arrivato quest'estate dal Gent: tre reti nella striscia vincente di gennaio-febbraio. Ci sono anche alcuni giovani che stanno crescendo nel 4-3-3 di Garande: da Lenny Nangis (ala classe '94) a N'Golo Kanté, fino a Damien Da Silva.
In più, avere l'esperienza a proprio vantaggio aiuta. Remy Vercoutre e Julien Féret sono stati considerati troppo presto due ferri vecchi, incapaci di incidere ancora a certi livelli. Se l'ex Lione si sta rivelando uno dei migliori portieri di questa Ligue 1 (quarto per media-parate), il numero 25 del Caen è secondo nel performance score di Squawka, terzo per media-gol segnati e secondo per media-assist nel periodo vincente dei rossoblu. Senza dimenticare l'apporto di Nicolas Seube, alla 14° stagione con la maglia del Caen.
Allo Stade Michel-d'Ornano ora si sogna. Si sogna una salvezza con anticipo. Si sogna di battere il miglior piazzamento del club nella storia, un quinto posto datato 1991-92. Magari è troppo, ma con questo ritmo indemoniato e a nove punti di distanza dal St. Etienne, nulla è impossibile. Il gruppo dell'SM sembra essersi improvvisamente cementificato e ora qualunque squadra farà fatica contro di loro. Intanto, però, la salvezza non appare più irraggiungibile. Ha parlato per tutti il d.g. Xavier Gravelaine: «Ci sono stati un paio di temporali, ma ora ci siamo». Eccome se ci sono. Sono meglio del Real Madrid, almeno in questo periodo.

Julien Féret. 32 anni, il cervello di questo straordinario Caen.

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