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22.10.15

Un diavolo d'oro.

Lo vedi sfrecciare sul campo e non puoi fare a meno di pensare che quella velocità non è qualcosa che ti possano insegnare. È semplicemente un dono divino, di cui quel francesino con il numero 7 e la casacca blanquirroja fa un ottimo uso. Antonie Griezmann sta crescendo ogni anno che passa e non è detto che non possa giocarsela prima o poi con i due mostri sacri di turno.

Griezmann è arrivato a Madrid dopo esser esploso nella Real Sociedad.

Discendenza alsaziana (e quindi di origine tedesca, come dimostra il cognome), Antoine Griezmann è stato spesso rifiutato ai provini da piccolo: dicevano che era troppo basso e gracile per poter fare il calciatore. Poi la Real Sociedad gli ha dato fiducia, prendendolo a 14 anni. Da lì, tanto vivaio e l'esordio in prima squadra nel 2009.
A San Sebastián ne hanno visti di talenti negli ultimi vent'anni, ma pochi come l'alsaziano. All'epoca, la Real Sociedad viveva un periodo difficile, militando in Segunda División. Sotto la guida di Martín Lasarte, il club ritorno in Liga e il giocatore firma un prolungamento fino al 2015, con una clausola rescissoria da 30 milioni di euro. Sarà utile più avanti.
L'uomo del destino per Griezmann è Philippe Montanier, anche lui francese, tecnico del club dal 2011 al 2013. Tra i due l'amore scatta da subito e prosegue anche a distanza. Non è un caso se Montanier - oggi a Rennes - ancora elogi il ragazzo di Mâcon: «L'ho fatto giocare ovunque: tutti gli allenatori lo amano, perché ha enormi qualità, s'impegna ed è sempre felice».
Il 2012-13 è l'anno della prima esplosione, quella che fa conoscere Griezmann a livello nazionale. La Real Sociedad centra un miracoloso quarto posto e si qualifica per la Champions: a segnare il gol decisivo è proprio Antoine, che poi si ripete nei preliminari contro l'Olympique Lione. Una rete da cineteca quella alla Gerland.
Tuttavia, il francese sa che alla Real Sociedad non potrà migliorare più di così. In quel momento arriva l'offerta dell'Atlético Madrid, fresco campione di Spagna e deciso a valorizzare il francese: la clausola viene pagata e Griezmann diventa un Colchonero, . Ha confermato le sue doti nel 2014-15, entrando nella top 11 della Liga e conquistando il titolo di giocatore del mese per due volte.
Se escludiamo i giocatori delle inarrivabili Barcellona e Real Madrid, Griezmann è stato quarto per performance score-medio offensivo dopo Aduriz, Nolito e Bacca. Nonché quinto per media-gol e capace di realizzare alcune reti straordinarie. Basti pensare alla splendida chilena con cui l'Atlético vinse l'anno scorso sul campo del Deportivo.
L'Atlético l'ha messo al centro del progetto e non è un caso che quest'estate i Colchoneros abbiano innalzato il valore della clausola rescissoria per Griezmann: prima fissata a 65 milioni di euro, ora a qualcosa in più. Lui, intanto, si è divertito a segnare da ex un gol da centometrista alla Real Sociedad, dimostrando che con poco del suo talento può decidere una gara.
In tutto questo, è arrivata anche la consacrazione in nazionale: Deschamps ritiene Griezmann un punto fermo della Francia, tanto che le 22 presenze e sei reti accumulate sono arrivate tutte nell'ultimo anno e mezzo. Già convocato per il Mondiale 2014 al posto dell'infortunato Ribéry, ora sembra averne preso pienamente il posto.

Edit 2018 - Dopo quattro stagioni con i Colchoneros, Griezmann ha scavallato i 100 gol in maglia Atlético Madrid.

Il terzo incomodo nel duopolio Messi-CR7 è sempre cambiato, persino nello stesso anno: Sneijder, Xavi, Iniesta, David Silva, Falcao, van Persie, Di Maria e per ultimo Manuel Neuer, che forse avrebbe meritato il Pallone d'Oro nel 2014 e invece è arrivato terzo con largo distacco. Proprio perché il premio di France Football è distorto in partenza.
E ora c'è un nuovo contender sulla scena, che pare essere proprio il francese dell'Atlético Madrid: secondo me, è l'unico ancora sconosciuto a quei livelli di grandezza che può sfidare i due. L'unico, forse insieme a Thomas Müller del Bayern Monaco. E ci sono diverse motivazioni per affermarlo, a partire dal 2016, l'anno che segnerà inevitabilmente la carriera di Griezmann.
C'è la Liga, dove l'Atlético Madrid si è ricandidato per vincerla di nuovo a distanza di due anni. Quest'estate qualcuno è partito, ma il mercato in entrata è stato molto positivo. E Griezmann appare sempre più il giocatore di punta della squadra biancorossa, che ora spera di ripetere quella straordinaria annata del 2014. Rivincere la Liga sarebbe clamoroso.
C'è l'Europeo, dove la Francia giocherà in casa e ha la squadra giusta per tornare a vincere qualcosa a 16 anni dall'ultimo alloro, sempre a livello continentale. Per giugno 2016 è probabile che Griezmann diventi il giocatore più atteso, persino più dei conosciuti Pogba o Benzema. E sarà anche l'occasione per dimostrare che Le Petit Diable può vincere qualcos'altro.
C'è un intero anno per dimostrare che lui quel monopolio può sabotarlo, può finalmente romperlo. È l'anno giusto per provarci: Neuer è stato palesemente ignorato nonostante l'anno migliore della sua carriera. Di Maria è stato penalizzato dal trasferimento al Manchester United e dall'assenza nella finale Mondiale. Invece, Antoine può farcela.
Il suo allenatore a Madrid, Diego Pablo Simeone, ha detto di lui: «Il fatto che Godin e Griezmann non siano nella lista mi sembra ingiusto, ma così è stato deciso. Griezmann sta facendo una stagione straordinaria e ha raggiunto un altissimo livello». Per FIFA16 è persino stato scelto per apparire accanto al testimonial mondiale del gioco, Lionel Messi. Altro che Petit, il Diable dovrebbe essere d'Or. Specie se farà la stagione che tutti si attendono da lui.

Antoine Griezmann, 24 anni, il terzo incomodo per il Pallone d'Oro 2016.

7.7.14

L'islandese di Spagna.

Diego Costa ha lasciato la Spagna dopo un Mondiale deludente: il centravanti è stato il migliore nell'ultima stagione della Liga con la maglia dell'Atlético Madrid, nonché anche la sorpresa dell'ultimo torneo. Ora arriva qualcuno che si candida a prendere il suo posto: Alfred Finnbogason, attaccante islandese, è un nuovo giocatore della Real Sociedad. Operazione da osservare, realizzata per otto milioni di euro.

Finnbogason con la maglia dell'Heerenveen: 29 gol per lui quest'anno.

Il viaggio di Finnbogason nel calcio europeo è partito da lontano. Da Grindavík, precisamente. La città natale del bomber altro non è che un piccolo paese di pescatori sulla costa sud-occidentale dell'Islanda. Lì è nato Alfred nel 1989: in poco tempo, il calciatore è cresciuto ed è diventato - a soli vent'anni - una delle rivelazioni del campionato nazionale. 
Sono arrivate diverse possibilità di provino: in Norvegia, con il Blackpool in Inghilterra (pensate cosa avrebbe combinato nel 4-3-3 di Ian Holloway!) e con il Genk in Belgio. Nessuno di questi però è andato a buon fine. Così Finnbogason si è trasferito effettivamente in Belgio, ma con la maglia del Lokeren. 
Nonostante il campionato belga sia un laboratorio di talenti destinati a esplodere, non c'è stata pazienza nell'aspettare l'islandese: dopo sei gol in appena 18 mesi, Finnbogason si è trasferito in Svezia per cercare miglior fortuna. E il prestito all'Helsinborg è stato utile per crescere: 13 gol in 22 match. 
Chi non si è fatto sfuggire l'occasione a quel punto è l'Heerenveen, che ha acquistato il centravanti per pochi spiccioli dal Lokeren (500mila euro!). Pochi sopratutto se consideriamo quanto il ragazzo - a 23 anni - potesse ancora migliorare. Giunto in Olanda, Finnbogason ha fatto vedere quello di cui è capace: 28 reti il primo anno, 31 il secondo. 
Tanto per fare un paragone: capocannoniere della Eredivisie 2013-14 con 29 centri, solo Luis Suarez e Cristiano Ronaldo hanno fatto meglio nei loro campionati. Peccato che i gol nel campionato olandese valgano meno, altrimenti l'islandese sarebbe stato un serio candidato anche per la Scarpa d'Oro
La squadra è rimasta stabilmente in zona europea e sopratutto Finnbogason è stato aiutato dall'avere come allenatore un ex calciatore, che s'intende vagamente del gol: Marco van Basten, il manager dell'Heerenveen ed ex commissario tecnico della nazionale olandese.


Quest'estate c'è stata una grossa battaglia per il suo cartellino. Finnbogason non ha nascosto il sogno di giocare nel Manchester United, di cui è tifoso sfegatato. Tuttavia, per ora si dovrà "accontentare" della Real Sociedad, che ha bruciato la concorrenza di Olympiacos e Villareal. Per l'islandese c'è quindi la possibilità di misurarsi con un campionato più tosto come la Liga, seppur non ci siano difese esattamente granitiche. 
Del resto, il club basco gioca con un 4-3-3 e Finnbogason si può adattare sia al centro che sull'esterno. E la Real Sociedad, pronta a disputare un'altra stagione in Europa, forse dovrà rinunciare a uno tra Antoine Griezmann e Haris Seferović, inseguiti sul mercato da molte squadre. Perciò ben venga un colpo del genere.
Non solo: se migliorerà, Finnbogason avrà qualche possibilità in più di trascinare la sua nazionale al prossimo Europeo. Ma la vera domanda è: dove sono le italiane in quest'affare di mercato? Sento di una Juventus che è pronta a investire 25 milioni su Iturbe o la Roma che cerca un attaccante centrale per molti soldi. 
Possibile che non ci fosse nessuno in Italia disposto a spendere su questo ragazzo? Eppure è stata un'occasione d'oro per il calcio italiano. Due anni in Serie A e si sarebbe potuto rivendere almeno al doppio. E fare del modello Udinese non una boutade teorica, bensì una pratica concreta. E c'è anche un'altra curiosità sull'incrocio Finnbogason-Italia. 
Nel 2007, Alfred ha fatto uno scambio culturale come studente, rimanendo in Sardegna per cinque mesi. Nell'isola, l'attaccante ha militato con il Sassari Torres e ha trovato anche il tempo di segnare un gol in amichevole all'allora U-17 italiana. Insomma, i segnali di un possibile affare ci sono stati, ma nulla si è concretizzato. 
Beh, meglio così. Il nostro calcio farà giocare i giovani. O forse no? Intanto, l'islandese di Spagna si gode la sua nuova avventura. E chissà che non faccia mordere le mani a qualcuno in giro per il mondo.

Alfred Finnbogason, 25 anni, è pronto per l'avventura con la Real Sociedad.