8.12.14

Il figlio della Gerland.

Parc des Sports, Evian: si sta giocando la partita tra i padroni di casa e l'Olympique Lione di Fournier. L'Evian è in vantaggio per 2-1 e sarebbe un gran risultato per la squadra in maglia rosa. Tuttavia, i ragazzi di Dupraz non hanno fatto i conti con l'unico fuoriclasse presente in campo. Già, perché sei un fuoriclasse se riesci a prendere i tuoi compagni per mano e trascinarli alla vittoria: una doppietta di Alexandre Lacazette, da lì a poco, deciderà la sfida in favore degli ospiti.


Il momento del numero 10 dell'OL è magico: con la doppietta realizzata ieri, siamo a 13 gol in 17 gare di Ligue 1, 14 reti stagionali comprese le poche apparizioni in Europa League. In questo momento di risalita dell'OL, Lacazette è la star e il risultato di quanto è stato fatto dai Les Gones per tentare il ritorno ai fasti di un tempo. E il suo rendimento lo mette davanti persino a Ibrahimovic, Cavani e uno straordinario Gignac nella classifica dei cannonieri.
Il ragazzo è un figlio della città di Lione: nato nel 1991, a 12 anni fa già parte del centro "Tola Volage", dove crescono i migliori talenti dell'OL. Molti hanno spesso accostato Lacazette - per stile di gioco e caratteristiche - a Sonny Anderson, attaccante che faceva sognare lo stadio della Gerland all'alba degli anni 2000. E lo stesso brasiliano ha sempre considerato il paragone per lo meno calzante. L'esordio di Lacazette è avvenuto a 18 anni, nelle ultime giornate della Ligue 1 2009-2010. E quello fu solo l'inizio.
Con gli anni, l'attaccante si è guadagnato gradualmente spazio. Nel campionato francese e con un Lione in ricostruzione, Lacazette ha avuto tutto il tempo del mondo per crescere. Tuttavia, l'esplosione tardava ad arrivare. Almeno fino al 2013-14, quando l'attaccante ha collezionato uno score da 54 presenze e 22 reti stagionali. Non solo: è stata la prima stagione in doppia cifra in Ligue 1. Niente male per chi - l'anno precedente - si era fermato alla voce "reti segnate" a quota quattro. A questo punto, l'OL ha in casa un campioncino, che ora sta diventando pian piano più che decisivo. Ormai Lacazette è un top-player della lega transalpina e non è escluso che qualcuno (in Premier League?) provi a gennaio il grande colpo, consapevole che ci vorranno tanti soldi per portar via Lacazette dalla sua città natale.
Se il costo del cartellino avrà una valutazione alta, sarà solo cosa giusta: il buon Alexandre ha tutto dalla sua. Dotato di un ottimo bagaglio tecnico, l'attaccante è capace di giocare sia da seconda che da prima punta. Nato come esterno d'attacco, Claude Puel lo fece esordire proprio in quel ruolo. Rémi Garde ha confermato questa sistemazione, salvo accorgersi l'anno scorso che il ragazzo potesse rendere molto di più vicino alla porta: da qui nasce una stagione da 22 gol. Hubert Fournier, tecnico del Reims dei miracoli e arrivato quest'anno a Lione, non ha fatto che confermare la posizione di Lacazette e renderlo più importante nelle gerarchie della squadra. Pur essendo un classe '91, il numero 10 dell'OL ha vestito durante questa stagione la fascia di capitano. Un'altra piccola investitura per un talento sulla via della stardom definitiva.

Lacazette con la Francia: cinque presenze finora sotto Deschamps.

Lacazette spera anche di guadagnarsi la nazionale: l'attaccante ha già giocato cinque gare con Les Blues, ma esser convocato fisso sarebbe tutta un'altra cosa. Del resto, l'attaccante dell'OL ha fatto tutta la trafila dall'Under 16 fino all'U-21: non si può dire che non conosca bene l'ambiente della nazionale a tutte le latitudini. Basti pensare che nel 2010 Lacazette segna il gol decisivo nella finale dell'Europeo U-19, dove la Francia batte la Spagna solo negli ultimi minuti. E ha fatto parte anche dell'U-20 che è arrivata quarta al Mondiale di categoria del 2011, dove Lacazette è stato capocannoniere con cinque reti realizzate. Il ct Deschamps ha seguito i progressi dell'attaccante e lo ha premiato con l'entrata in campo in Francia-Uruguay del giugno 2013, che gli è valso anche l'esordio in nazionale.
Un riconoscimento - quello della chiamata fissa - che sarebbe dovuto a un ragazzo che è migliorato così tanto: facendo un confronto con il 2013-14, Lacazette a questo punto della stagione ha quasi gli stessi gol realizzati in tutta la scorsa stagione. Secondo le statistiche Squawka, addirittura Lacazette sarebbe il miglior attaccante europeo dopo Cristiano Ronaldo, Messi e Aguero. L'annata è ancora lunga e chissà che l'attaccante non migliori ancora le sue statistiche già strabilianti, portando nuovamente l'OL in Europa.
Forse però l'endorsement più grande è arrivato dall'alto. Jean-Michel Aulas è il presidente dell'OL dal 1987: è stato lui a prendere il club in Ligue 2 negli anni '80. Lui ha costruito la magnifica epopea degli anni 2000, in cui la squadra ha portato a casa ben 16 trofei nazionali tra campionati e coppe. Un'epoca forse irripetibile, ma il numero uno dell'OL si è voluto sbilanciare. Aulas ha lottato perché Lacazette rinnovasse fino al 2018 e ha vinto questa prima battaglia. Poi il presidente ha recentemente affermato, riferendosi al suo numero 10: «Con lui possiamo tornare grandi in Europa». E se lo dice Aulas, allora il figlio della Gerland sarà di certo decisivo.

Alexandre Lacazette, 23 anni, stella dell'Olympique Lione.

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