3.1.15

L'australiano di Croazia.

Il 2014 appena concluso è stato l'anno che gli ha consegnato una grande dote: la responsabilità. Capitano del Crystal Palace, autore di una stagione miracolosa e di una salvezza insperata. Capitano dell'Australia, eliminata nel girone al Mondiale ma che è andata meglio delle aspettative in un gruppo complicato. Mile Jedinak ora è pronto a una grande sfida: la Coppa d'Asia, che si giocherà proprio in Australia. L'obiettivo? Vincerla da protagonista.

Jedinak è al Palace dal 2011: oggi ne è capitano e colonna.

Classe '84, Jedinak nasce comunque a Sydney da una famiglia di immigrati croati e cresce calcisticamente nel Sydney United 58 F.C., un club che milita nelle divisioni minori australiane. A confermare i legami con la Croazia c'è anche l'esperienza in prestito al Varaždin, dove Jedinak riesce anche a collezionare una presenza europea nella vecchia Coppa Uefa. Tornato in Australia, vince le NSWPL Finals Series con lo United e guadagna una provino con i Central Coast Mariners. A Gosford, nella regione del New South Wales, il mediano si fa conoscere ulteriormente. Dopo aver spiccato il volo con i Mariners, per lui è tempo di trasferirsi in Europa.
L'occasione giusta arriva in Turchia, dove il Gençlerbirliği lo preleva alla fine del 2008. Un contratto di due anni e mezzo sembra adeguato a un giocatore ancora tutto da scoprire, ma Jedinak spicca il volo. Si presenta anche bene ai tifosi di Ankara, visto che il suo primo gol con il club decide per 1-0 la contesa contro il Fenerbahce. In realtà, il rapporto con il tecnico Doll è contrastante, tanto che Jedinak finisce un anno in prestito all'Antalyaspor (dove fa molto bene). Con il contratto in scadenza, l'australiano è pronto a nuove sfide: arriva la svolta della vita, con la firma con il Crystal Palace nell'estate del 2011.
Alle Eagles, il mediano parte subito da titolare. Con la squadra in Championship, Jedinak è uno dei due centrali di centrocampo nel 4-2-3-1 di Dougie Freedman. Il 2012-13 è la stagione della vita per Jedinak, visto che il tecnico scozzese lascia Londra per allenare il Bolton nell'ottobre 2012. Arriva Ian Holloway e la squadra vola, tanto da essere anche in testa al campionato. Con il capitano Paddy McCarthy spesso infortunato, la fascia viene ceduta proprio a Jedinak, che guida il centrocampo e la squadra. Alla fine arriva la promozione nella finale dei play-off a Wembley contro il Watford e la squadra torna in Premier dopo otto anni. Per Jedinak - votato giocatore dell'anno dai tifosi - c'è stato anche il rinnovo fino al giugno 2017.
L'anno scorso è stato faticoso, ma alla fine il Palace ce l'ha fatta a salvarsi. Partito con Holloway, il club ha cambiato in corsa e si è affidato a quello scienziato delle salvezze che si chiama Tony Pulis. Con il gallese in panchina, le Eagles hanno volato da marzo a maggio e non si sono solo salvati, ma sono addirittura arrivati undicesimi. In questo, Jedinak è stato fondamentale. Il 2014-15 ha portato nuove difficoltà: nonostante una squadra migliorata, il club di Londra fa fatica e recentemente ha anche licenziato il manager Neil Warnock. Nonostante questi problemi, chi ha fatto il botto è stato proprio il capitano australiano.


Il 2014 è stato l'anno di Jedinak. Con il Palace ha giocato quasi tutti i minuti della scorsa stagione in Premier League. Una cosa rara per un giocatore di movimento. Purtroppo, l'infortunio contro il Fulham gli ha fatto saltare mezz'ora di gioco. Inoltre, il suo inizio di 2014-15 è stato impressionante: qualcuno l'aveva anche proposto - con largo anticipo - per il PFA Player of the Year. A fine ottobre, solo quattro giocatori avevano fatto meglio dell'australiano secondo le statistiche Opta: Messi, CR7, Lacazette dell'OL e (a sorpresa) Vitorino Hilton del Montpellier.
Se osserviamo i dati Squawka, il mediano australiano è stato uno dei migliori in Premier League in quest'inizio di stagione. Nell'indice di performance score dal punto di vista difensivo, il capitano del Palace è dietro solo a Toulalan del Monaco e Bruno del Villareal. Dopo Alexander Meier dell'Eintracht (che però gioca da attaccante), Jedinak è il centrocampista che ha vinto più duelli aerei nelle cinque migliori leghe europee. E dopo anni da basse realizzazioni, a fine 2014 l'australiano è già a quota cinque gol. Normale per chi batte rigori e punizioni, ma anche questa è una responsabilità che Jedinak si è conquistato con il tempo.
E poi c'è la nazionale. Perché sì, la Premier continua, ma Jedinak sarà ora impegnato con la sua Australia. Già il 2014 è stato soddisfacente: il neo-capitano degli Aussies ha segnato (su penalty) contro l'Olanda al Mondiale ed è stato nominato miglior giocatore dell'AFC (la confederazione asiatica) al di fuori dei confini continentali. Un riconoscimento importante per chi era partito da una singola presenza nel 2008 contro Singapore ed è diventato - tramite il lavoro e la fatica - il simbolo di un'Australia integrata e vogliosa di vincere. Ora arriva la Coppa d'Asia casalinga. E Jedinak ha confermato l'attesa in un'intervista concessa a fifa.com: «Penso che abbiamo ciò che serve per vincere. I ragazzi non vedono l'ora di esserci e fare il loro lavoro». Il capitano non vede l'ora di esser decisivo ancora una volta.

Mile Jedinak, 30 anni, capitanerà l'Australia nella Coppa d'Asia 2015.

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