25.6.13

From zero to hero and reverse.

Nelle girandole del calciomercato, c'è una piccola storia che sta passando inosservata. Se parlo di "Bébé", molti penseranno ad un bambino, non certo ad un calciatore: eppure, la vicenda che vi racconterò parla di un giocatore, arrivato a giocare al Manchester United qualche anno fa dopo un curioso passato. La favola è rimasta tale solo nella sua fase iniziale, visto che il giocatore non è riuscito ad imporsi con i "red devils"; una fiaba che sta per chiudere i battenti, ormai arrivata ai titoli di coda.

Bébé con la maglia del Vitória de Guimarães, dove fu notato da Sir Alex.

E' recente dichiarazione del portoghese, infatti, quella in cui dichiara di voler lasciare Manchester e lo United: il desiderio è quello di ritornare in patria, dove ha avuto la possibilità di farsi notare nel lontano 2010. Lo Sporting Lisbona, attualmente in crisi economica, è la destinazione preferita. Eppure, la storia di Bébé è una piccola pagina di magia che solo il calcio può regalare: figlio di immigrati da Capo Verde, il ragazzo è stato abbandonato dai genitori per poi crescere con la nonna, in un quartiere dei sobborghi di Lisbona. A 12 anni, la corte decide che sarà la chiesa a prendersi cura di lui: Tiago Manuel Dias Correia finisce così in un rifugio, dove vivrà negli anni seguenti. Il calcio gli dà motivo di gioia ed una speranza, visto che il portoghese si distingue al festival europeo dello "street football": la sua squadra - la CAIS Charity - non va avanti, ma lui realizza quattro gol in sei partite.
Intanto, la carriera decolla quando viene notato dall'Estrela Amadora, compagine della seconda divisione nazionale. A soli 19 anni e senza alcuna formazione in una famosa rappresentativa giovanile, viene riconosciuto come stella della squadra, per la quale segna quattro reti quell'anno. A causa di difficoltà finanziarie, il club cerca di offrire Bébé a più pretendenti in Europa, al modico prezzo di meno di 100mila euro, ma senza ottenere grossi risultati; così, l'attaccante si libera e firma con il Vitória de Guimarães nell'estate del 2010. La nuova squadra si cautela e piazza una clausola da tre milioni di euro, perché crede molto nel ragazzo; una clausola che si alza a nove milioni quando Bébé segna sei reti nelle cinque partite del pre-campionato, perché si fiuta che il ragazzo possa rappresentare un affare dal punto di vista economico.
Qui arriva il Manchester United e, in particolare, sir Alex Ferguson. Il campionato portoghese non è ancora iniziato e Bébé non ha giocato neanche una partita di prima divisione, ma lo United lo prende alla clausola pattuita dal Vitoria. L'incredibile è che Ferguson incontra il ragazzo solo il giorno prima del trasferimento, visto che la mossa è stata consigliata da Carlos Queiroz, suo ex assistente a Manchester. L'attaccante viene presentato in una conferenza stampa accanto a Javier Hernandez, reduce da un ottimo Mondiale sudafricano, e Chris Smalling, buon prospetto del Fulham. A dirla tutta, il portoghese pare fuori posto in quella presentazione, ma il Manchester si fida di lui e lo tiene in prima squadra, in modo che si possa ambientare con i compagni e l'Inghilterra. 
In quel 2009/2010 gioca poco, ma la sua stagione appare comunque una magia, visto che gioca nello United: davanti ha molti giocatori e racimola solo sette presenze. Tuttavia, debutta in Premier League, gioca nelle due coppe nazionali ed esordisce addirittura in Champions League; come se non bastasse, segna in Coppa di Lega contro il Wolverhampton e riesce a timbrare il cartellino anche in Europa, dove il Bursaspor vede il primo gol del ragazzo arrivato come sconosciuto e che sembra destinato ad un futuro brillante.

Bébé con la maglia dello United in Champions League nel 2010.

Sfortunatamente, nonostante le poche apparizioni positive, la storia prenderà un'altra piega. Il Besiktas lo prende in prestito per l'intero 2011/2012, con l'opzione per il riscatto a fine anno per una cifra attorno ai due milioni e mezzo di euro. Purtroppo, prima la sfortuna lo perseguita, con un infortunio al legamento durante una partita dell'U-21 portoghese, che lo mette fuori gioco per ben sei mesi; poi, una volta giocate quattro partite nel finale di stagione, Bébé rimane fuori fino a tardi e viene sospeso dalla società. Insomma, non ci sono i presupposti perché venga riscattato. Così, il portoghese torna a Manchester, dove la concorrenza diventa insuperabile. Tuttavia, l'attaccante rimane allo United e gioca qualche partita con l'U-21 del club, in modo da mantenere la forma. Poi è il turno del Rio Ave: a dicembre scorso, viene a concretizzarsi il prestito al club di Primeira Liga, che sta facendo un buon campionato. Tuttavia, alla prima partita ufficiale con la nuova maglia, Bébé segna il gol decisivo contro il Maritimo, che porta il Rio Ave alle semifinali della Coppa di Lega nazionale. Poi gioca molto in campionato - dove accumula 17 presenze, un gol e un assist - e il Rio Ave sfiora l'accesso all'Europa, arrivando sesto a fine stagione.
Una buona annata, che ha mostrato degli sprazzi di Bébé, facendo intuire il perché sir Alex Ferguson avesse visto qualcosa nel ragazzo. Nonostante questo, il portoghese è ormai deciso: andrà via dallo United e non solo per la troppa concorrenza. Negli ultimi giorni, il ragazzo ha affermato di aver trovato poco supporto in Inghilterra, sopratutto per i giovani; non piangeranno i tifosi dei "red devils", ma è una frase che ha fatto scalpore, visto come l'Inghilterra riesce a lanciare giovani anche ad altissimi livelli. Insomma, una favola finisce: un amore mai consumato, che ha avuto dei lampi, come quello nella notte di Bursa, quando il ragazzino venuto dal rifugio segnò in Champions League. Una bella storia, che però non ha avuto la possibilità di svilupparsi. Ora Bébé è pronto ad una nuova sfida: vedremo se saprà vincerla e se questo portoghese dalle leve lunghe e dal talento a sprazzi riuscirà ad accendersi definitivamente.

Bébé, 22 anni, non è riuscito a succedere neanche al Rio Ave.

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