6.11.13

#freekagawa, #freethetalent

Ci sono tanti talenti in giro per il mondo, tanti giocatori in grado di farti stropicciare gli occhi. Fra questi, c'è anche un minuto giapponese, che è stato capace di stupire l'Europa calcistica nel biennio 2010-2012. Ora, dopo un anno a Manchester, la sua avventura con lo United appare più un incubo che un sogno: sto parlando di Shinji Kagawa. Il numero 26 dei "Red Devils" fatica a trovare spazio ed il Mondiale del Brasile non potrà esser certamente giocato con una scarsa condizione. Tanto che se ne è accorto pure il mondo di Twitter...

Kagawa in nazionale: è uno dei punti di riferimento per il C.T. Zaccheroni.

Punto di riferimento calcistico della sua patria, Shinji Kagawa ha rappresentato forse una delle più geniali intuizioni di mercato a livello europeo. Inoltre, il giapponese è stato il capolavoro di Jurgen Klopp. L'uomo capace di valorizzare chiunque: non importa che sia attaccante o centrocampista, polacco o giapponese, stagionato o giovane. Una clausola - rispondente alla misera cifra di 350mila euro - ha permesso al BVB di prendere Kagawa nell'estate del 2010: quest'ultimo era d'accordo con il Cerezo Osaka che, se si fosse presentata l'opportunità di giocare con un top-team europeo, se ne sarebbe andato per quella cifra. Il tecnico dei gialloneri di Germania si è assicurato quello che si è rivelato essere uno dei più promettenti fantasisti del panorama europeo. Agile, rapido, veloce di gambe e di testa: il massimo per una squadra, come quella di Klopp, che ama il gioco fatto di attacchi e ripartenze.
Innanzitutto, Kagawa in patria è quello che si dice "one of a kind": unico nel suo genere. E' stato il primo giocatore giapponese a firmare un contratto da professionista nonostante non si fosse ancora diplomato al liceo. Il Cerezo Osaka, vedendolo giocare, aveva fiutato l'affare e lo mise sotto contratto nel 2006, non ancora maggiorenne. I risultati si sono visti con gli anni: è migliorato così tanto da attirare persino l'attenzione del C.T. Okada in vista dei Mondiali 2010, salvo non rientrare nella short-list dei 23 finali. L'altro uomo a cambiare la sua vita è stato Thomas Kroth: ex giocatore tedesco degli anni '80, ora gestisce la PRO Profil, un'agenzia che cura gli interessi di diversi giocatori. Tra questi, quelli dello stesso Kagawa: fu proprio Kroth a concludere l'affare con il Borussia Dortmund.
Per la cifra irrisoria sopracitata, il giapponese arrivò al "Westfalen Stadion" nel periodo post-Mondiale sudafricano. Mai affare fu più azzeccato nel suo rapporto qualità/prezzo: grazie anche all'apporto dell'ex Cerezo, il BVB ha festeggiato tre titoli in due anni ed è tornato a vincere la Bundesliga dopo nove stagioni. Kagawa si è visto rovinate entrambe le annate per degli infortuni, che lo hanno reso indisponibile per alcuni mesi. Tuttavia, il ragazzo si è fatto apprezzare per il fatto d'esser uno speciale. Come quando promise una doppietta nel derby con lo Schalke 04 da neo-arrivato: detto-fatto e vittoria per 3-1 a Gelsenkirchen. A quel punto, dopo due anni da favola, il ragazzo ha lasciato il BVB ed è volato alla corte di Sir Alex Ferguson. Tuttavia, allo United non ha trovato lo spazio che cercava: un po' per gli infortuni, un po' per l'ampia concorrenza nel suo ruolo, dove ci sono interpreti di un certo livello. Con l'arrivo di Moyes, le cose sembrano addirittura peggiorate, anche a causa di un gioco meno fantasioso e più concreto. Nelle ultime settimane, più di un giornale inglese ipotizza una sua partenza: forse non definitiva, ma un prestito dovrà aver luogo affinché il Giappone disponga del miglior Kagawa possibile in Brasile. Senza continuità e minutaggio, altrimenti, il fantasista rischia di rovinare un appuntamento importante della sua carriera.

Kagawa con la maglia del Dortmund: un feeling innato tra lui e la tifoseria.

A questo punto, ci si chiede quanto il trasferimento a Manchester sia stato una buona idea. Dal punto di vista personale, Kagawa potrà dire in un futuro di aver giocato in uno dei club più forti mai esistiti sulla faccia di questa terra e di essere stato il primo giapponese a farlo per i "Red Devils". Tuttavia, quanto lo United sta depotenziando quel capitale calcistico che il giapponese ha rappresentato nel BVB dei miracoli? Forse parecchio. Sopratutto, oltre allo spazio concesso, il problema ristagna nel fatto che Kagawa non sta più giocando nella sua posizione originale. Chi ha seguito il Giappone, sa bene come il giocatore dello United, anche ai tempi del BVB, non ha mai giocato da trequartista nel 4-2-3-1 di Zaccheroni. Quella posizione, nella "Nippon Daihyo", è già occupata da Keisuke Honda, che non ha la stessa duttilità di Kagawa e altrimenti non troverebbe la giusta collocazione nello "starting eleven" del Giappone.
Tuttavia, il talento di Kobe poteva sfogarsi poi nel club tedesco. Se in nazionale era costretto a partire dalla fascia, sacrificando la sua velocità e la sua visione di gioco, con Klopp era possibile tornare al ruolo originale, mentre Götze, Großkreutz o Błaszczykowski gravitavano intorno a lui. Allo United, invece, quel ruolo era già preso da qualcuno nel 4-4-2 di Alex Ferguson: Wayne Rooney, l'universale per eccellenza. E spostare "Wazza" da quel ruolo è complicato. Sarebbe stato possibile con l'avanzamento del nazionale inglese a prima punta, ma in quel ruolo è arrivato Robin van Persie nella stessa estate del giapponese. Così, la coppia d'attacco è stata composta RvP e Rooney per l'intera stagione, con tanto di vittoria in Premier. Per Kagawa, 26 presenze stagionali, condite da sei gol ed altrettanti assist. Tuttavia, per farlo, la stella nipponica ha dovuto giocare sull'esterno, ma non sulla linea dei trequartisti, bensì su quella dei centrocampisti. Partire da così lontano dalla porta lo ha reso meno efficace e ficcante di com'era apparso al BVB.
Con l'addio di Sir Alex nell'estate scorsa, è arrivato David Moyes: buon tecnico, reduce da anni ottimi con l'Everton. Tuttavia, non è certo il tipo di tecnico che gioca un calcio "champagne". Così, Kagawa si è visto ulteriormente limitare il minutaggio, nonostante lo United facesse una fatica boia a fare risultato. Si poteva vedere il talento ex Cerezo solitario, in panchina o addirittura in tribuna durante alcune gare. Solo negli ultimi tempi le cose stanno cambiando: infatti, anche ieri sera Kagawa era in campo per la trasferta di Champions League contro la Real Sociedad. Proprio lui era in mezzo a tutte le azioni del club inglese, che ha sfiorato la vittoria. Quattro presenze tra Champions e campionato nelle ultime due settimane sembrano aver rilanciato le sue quotazioni. Tuttavia, è dimostrato come Kagawa dia il meglio quando c'è fiducia attorno a sé: per questo, qualche giornale inglese ha cominciato ad ipotizzare un possibile addio a Manchester nel caso le cose non cambiassero in meglio. Insomma, liberatelo: non sappiamo se sia felice o meno allo United. Certamente non è lo stesso giapponese di classe che abbiamo visto in quel di Dortmund. Un hashtag di Twitter è corso in suo aiuto: #freekagawa. Ne aggiungo un altro: #freethetalent. Certi giocatori NON possono stare in panca, specie con un Mondiale alle porte.

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